Asiago approva mozione sui difensori dei diritti umani

Il 29 ottobre il Comune di Asiago ha approvato all’unanimità una mozione sulla tutela dei difensori e delle difensore dei diritti umani. Un provvedimento importante, che impegna un altro comune italiano ad adottare una serie di iniziative per accompagnare, sostenere e proteggere chi difende i diritti umani, sulla scia delle risoluzioni approvate dal Comune e dalla Provincia di Trento.

La mozione è stata presentata in Consiglio dall’avvocato e Sindaco di Asiago Roberto Rigoni Stern, e viene approvata in un anno simbolicamente importante: nel 2018 ricorre infatti il 70esimo anniversario della Dichiarazione ONU sui Diritti Umani e il 20esimo anniversario della Dichiarazione ONU sui Difensori e le Difensore dei Diritti Umani. Si tratta inoltre dell’anno in cui l’Italia ha presieduto l’OSCE ed è stata eletta al Consiglio ONU sui Diritti Umani.

La mozione è il frutto del lavoro portato avanti dalla rete In Difesa Di e in particolar modo da una delle organizzazioni che ne fanno parte, l’Unione Camere Penali Italiane attraverso il progetto Endangered Lawyers. Uno degli obiettivi prefissati dalla rete nei suoi primi due anni di vita era infatti quello di coinvolgere le istituzioni italiane – non solo a livello nazionale e attraverso le rappresentanze diplomatiche all’estero, ma anche attraverso gli enti locali – in iniziative di sostegno ai difensori e alle difensore dei diritti umani.

La mozione votata da Asiago impegna il Sindaco e la Giunta a:

– attivare sul proprio territorio, di concerto con gli altri enti locali interessati, un piano pilota di accoglienza temporanea e supporto per difensori dei diritti umani minacciati

– promuovere occasioni di approfondimento e scambi di esperienze tre enti locali e organizzazioni della società civile sul ruolo degli enti locali nella protezione dei difensori dei diritti umani e le città rifugio

– sollecitare il Governo nazionale affinché attivi programmi di protezione per i difensori dei diritti umani, rafforzando l’iniziativa del corpo diplomatico italiano nell’attuazione delle linee-guida UE ed OSCE, ed aderendo alla Temporary Relocation Platform dell’Unione Europea

– prevedere attraverso gli strumenti della cooperazione decentrata possibilità di sostegno a programmi e progetti di sostegno e protezione dei difensori dei diritti umani in Paesi terzi, centrale per il perseguimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile

– inviare questa mozione all’ANCI e alla Conferenza Stato-Regioni al fine da diffonderla presso altri enti locali, sollecitandone l’impegno per la protezione dei difensori dei diritti umani e la creazione di opportunità di rifugio temporaneo per attivisti a rischio e di programmi di cooperazione decentrata nei Paesi terzi.

Oltre a Trento e Asiago, la rete In Difesa Di sta lavorando a una mozione per i difensori e le difensore dei diritti umani anche con i comuni di Padova (che dovrebbe approvare la mozione il 10 dicembre) e di Milano. A partire da queste risoluzioni, nel 2019 la rete intende avviare un piano pilota di “shelter cities”, città-rifugio dove ospitare temporaneamente (per un periodo dai 3 ai 6 mesi) difensori e difensore dei diritti umani a rischio. La temporary relocation permetterebbe ai difensori di lasciare momentaneamente il proprio Paese per sfuggire a una situazione di emergenza e alto livello di rischio, di prendere una pausa di riposo e ricevere supporto psicologico, di dedicare alcuni mesi a dei corsi (ad esempio protezione digitale, sicurezza fisica, etc.) che potrebbero aiutarlo nel proprio lavoro una volta ritornato/a a casa, o di svolgere attività di advocacy e sensibilizzazioni sulle tematiche su cui si impegna la comunità, movimento o organizzazione di cui fa parte. La relocation non si configura dunque come sottrazione di competenze, agency, o leadership, ma semmai contribuisce al rafforzamento delle stesse.

Il programma di temporary relocation sarà avviato con la collaborazione delle amministrazioni locali interessate, i ministeri competenti (MAECI in primis), l’ANCI, le università ed  organizzazioni della società civile. A livello locale, il programma sarà ispirato e rifletterà la “vocazione territoriale” delle realtà ospitanti, per creare un legame tra i difensori dei diritti umani e le comunità locali attraverso la condivisione di esperienze, la collaborazione con la società civile e le realtà accademiche locali, il continuo sostegno al difensore e alla sua comunità nel momento del ritorno al termine della relocation. Per questo la rete In Difesa Di accoglie con grande soddisfazione l’approvazione della mozione del Comune di Asiago, con cui continuerà a collaborare nel 2019 per garantire sostegno e aiuti concreti ai difensori e difensore dei diritti umani.

Per maggiori informazioni: info@indifesadi.org