Dov’è Santiago Maldonado?

La mattina del 1 Agosto 2017, Santiago Maldonado è scomparso mentre manifestava a favore dei diritti del popolo indigeno Mapuche a Cushamen, nella provincia di Chubut, in una delle terre della Patagonia di proprietà della Benetton. La Gendarmeria Nacional Argentina (GNA) – forza di sicurezza di carattere militare – è intervenuta con violenza per disperdere i manifestanti e, nonostante non ci fosse un ordine giudiziario per l’operazione, è entrata all’interno della comunità rivendicata dai Mapuche.

Secondo alcuni testimoni, Maldonado è stato arrestato e caricato su una camionetta. Una manifestante ha detto di aver visto Maldonado tentare di sfuggire a una carica della GNA, che si preparava a sparare proiettili di gomma e di piombo, e di aver poi perso le sue tracce.

Le forze di sicurezza e il governo hanno negato ogni accusa sulla responsabilità degli agenti nella sparizione di Santiago. Patricia Bullrich, Ministra della Sicurezza Nazionale, ha inoltre affermato che “non si può avere la certezza assoluta che Santiago Maldonado fosse presente alla protesta” e che senza ulteriori prove non si può parlare di “sparizione forzata”.

Santiago Maldonado non è Mapuche ma da tempo solidarizza con la loro causa. La manifestazione del 1 agosto era stata organizzata dalla comunità Mapuche “Pu Lof en Resistencia” per reclamare il diritto al ritorno alle loro terre ancestrali e per chiedere la liberazione di Facundo Jones Huala, un leader Mapuche arrestato a giugno. Nel 1991 il gruppo Benetton acquistò 900.000 ettari in Patagonia, terre che secondo gli attivisti dovrebbero ritornare ai Mapuche, costretti a fuggire da quei territori durante l’epoca coloniale. Nel 2015, una comunità di Mapuche guidata da Huala occupò alcune terre del Chubut, e da allora sono frequenti scontri e proteste.

ONG, movimenti sociali e attivisti hanno organizzato diverse manifestazioni per chiedere alle autorità argentine un’indagine approfondita e trasparente sul caso di Santiago Maldonado. Il 1 settembre, in occasione di una protesta a Buenos Aires a un mese dalla sparizione di Santiago, la polizia ha attaccato i manifestanti, fra cui alcuni giornalisti, e ha arrestato circa 30 persone con l’accusa di “intimidazione pubblica”.

La rete “In Difesa Di – Per i diritti umani e chi li difende”, la rete Colombia Vive! e l’ONG Front Line Defenders esprimono grave preoccupazione per la sparizione di Santiago Maldonado, avvenuta mentre esercitava in modo pacifico il suo diritto alla libertà di espressione e a manifestare.

I firmatari di questo appello chiedono al governo italiano, attraverso la propria rappresentanza diplomatica, di applicare le linee guida dell’Unione Europea sui difensori/e dei diritti umani e di richiedere alle autorità argentine maggiore trasparenza e impegno nelle indagini sul caso di Santiago Maldonado. Estendono inoltre la richiesta di attivarsi sul caso di Santiago Maldonado anche alla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato e il Comitato Permanente sui Diritti Umani.

La rete “In Difesa Di – Per i diritti umani e chi li difende”, la rete Colombia Vive! e Front Line Defenders chiedono al governo argentino di:

  • Condurre un’indagine trasparente e imparziale sul caso di Santiago Maldonado, per individuare al più presto i responsabili della sua scomparsa, e rendere pubblici i risultati dell’indagine;
  • nel caso Santiago Maldonado sia detenuto arbitrariamente, ordinare la sua immediata liberazione;
  • rispettare il diritto degli attivisti e attiviste Mapuche, e di tutti i cittadini e le cittadine dell’Argentina, a manifestare in maniera pacifica;
  • rispettare il principio del consenso previo, libero e informato dei popoli indigeni e il diritto al ritorno alle loro terre ancestrali, sancito dalla Dichiarazione ONU sui Diritti dei Popoli Indigeni e dalla Convenzione ILO 169.

La rete “In Difesa Di – Per i diritti umani e chi li difende”, la rete Colombia Vive! e Front Line Defenders inoltre chiedono al Gruppo Benetton di rispettare – e di far rispettare – il diritto alla terra dei popoli indigeni Mapuche, secondo quanto sancito dalla legge argentina e dai trattati internazionali, e rendersi disponibile a una soluzione pacifica del conflitto che tenga debitamente conto delle legittime rivendicazioni del popolo Mapuche.

Clicca qui per scaricare la versione in inglese e spagnolo.

Per firmare l’appello, scrivere a: info@indifesadi.org

Per saperne di più:

Apariciòn con vida de Santiago Maldonado

Comune-InfoLa nuova campagna contro i Mapuche

Il ManifestoDonde està Maldonado

El Paìs – Benetton y los mapuches, batalla sin fin en la Patagonia argentina

L’appello di Amnesty International: Sostieni la lotta dei Mapuche