Dalla parte di chi difende i diritti umani

“È in corso una vera e propria guerra contro i difensori e le difensore dei diritti umani nel mondo, e sono necessari strumenti e strategie di protezione più efficaci”. Durante l’evento “Dalla parte di chi difende i diritti umani”, tenutosi lunedì 8 maggio presso la sede della FNSI (Federazione Nazionale della Stampa) a Roma, il Relatore Speciale ONU sui Difensori e le Difensore dei Diritti Umani Michel Forst ha denunciato sempre più attacchi mirati contro chi lotta in modo pacifico per difendere i diritti umani.

Nel 2016, sono stati uccisi 282 difensori/e in 22 Paesi nel mondo. Gli omicidi sono solo la punta dell’iceberg: come ha ricordato Forst, spesso sono preceduti da una serie di intimidazioni, minacce di morte, campagne di diffamazione, criminalizzazione e aggressioni.

“Da quando ho iniziato a far sentire la mia voce contro le violazioni dei diritti umani da parte dei fondamentalisti sono stata costretta a vivere nascosta. Devo cambiare continuamente casa, ho ricevuto minacce di morte e hanno cercato più volte di uccidermi. È da un anno che non posso vedere mio figlio. E non sono la sola: tutti coloro che fanno sentire la propria voce nel mio Paese rischiano la vita”, ha raccontato la difensora afgana Malalai Joya, che con coraggio si batte per i diritti delle donne in Afghanistan denunciando la corruzione e gli abusi dei politici locali.

Per sostenere il prezioso lavoro di difensori e difensore dei diritti umani come Malalai, è nata in Italia “In Difesa Di – Per i diritti umani e chi li difende”, una rete di oltre 30 Ong e associazioni attive su tematiche quali diritti umani, ambiente, solidarietà internazionale, pace e disarmo, diritti dei lavoratori, libertà di stampa e stato di diritto. “In Difesa Di” promuoverà campagne e iniziative volte alla tutela di chi difende i diritti umani per sensibilizzare l’opinione pubblica su queste tematiche e chiedere alle istituzioni italiane di impegnarsi a sviluppare strumenti e meccanismi di protezione per difensori/e dei diritti umani.

“L’Italia presiederà il prossimo anno l’OSCE, e la rete chiede di cogliere questa occasione per rilanciare il tema dei diritti umani e inserire nel programma dei lavori della presidenza la tutela dei difensori e difensore dei diritti umani. Chiediamo inoltre che l’Italia rafforzi il proprio impegno a proteggere i difensori e difensore attraverso una più efficace attuazione delle linee guida dell’Unione Europea”, ha detto il portavoce della rete Francesco Martone.

Tra i membri della rete anche il Tribunale Permanente dei Popoli, un tribunale d’opinione internazionale dedicato alla promozione dei diritti umani. Gianni Tognoni, Segretario Generale del TPP, ha ricordato l’importanza di schierarsi dalla parte dei difensori/e dei diritti umani che non agiscono a livello individuale ma in rappresentanza di interi popoli e che rischiano la vita per opporsi ai grandi interessi politici ed economici che violano i diritti dei popoli.

Forst ha ricordato a questo proposito il caso di Berta Caceres, difensora honduregna che si batteva per i diritti ambientali, dei popoli indigeni e delle donne, uccisa il 3 marzo 2014 nella sua casa a La Esperanza. Berta si era opposta alla costruzione di un maxi-impianto idroelettrico nelle terre dei popoli Lenca: quello contro Berta, ha detto Forst, è stato un attacco mirato, che voleva mandare un chiaro messaggio contro chi si oppone alle grandi imprese.

Forst ha inoltre parlato dei crescenti attacchi contro chi difende i diritti umani anche all’interno dell’Unione Europea, e in particolare le aggressioni e le accuse contro chi si batte per i diritti dei migranti in Italia, Francia e Ungheria. “Questi difensori e difensore vengono criminalizzati e sono oggetto di campagne di diffamazione. I rappresentanti dello Stato forse non si rendono conto dell’impatto delle loro parole. Quando si fanno dichiarazioni pubbliche, queste parole incidono sull’opinione sui difensori e le difensore dei diritti umani e questo ha anche un impatto sui finanziamenti a sostegno dei difensori/e. Se posso fare un appello all’Italia, invito i pubblici funzionari a non fare affermazioni contro le organizzazioni della società civile”, ha detto Forst.

Qui il link per il video integrale dell’evento.